Introduzione del Prof.re Dario Sturloni
“Johann Wald” di Elena Piccinini è un’opera molto
interessante e gradevole. Si può definire, come da titolo, una fiaba d’autore
antica e moderna. È antica perché mantiene i valori delle fiabe classiche: la
solidarietà fra gli uomini, l’avventura e la componente spirituale, ma senza
sfociare nel clericalismo. È moderna perché è ambientata nel mondo
contemporaneo, anche se in un paese di provincia; odierni sono i suoi
protagonisti: una sorellanza di anziane signore, un senzatetto e il suo cane. È
d’autore perché, per chi ha già letto altro di suo, si riconosce lo stile di
Elena. È un’opera che si può definire liminale, uno scritto di confine tra
mondi. Si colloca molto bene nel solco tracciato dai grandi autori come:
Giambattista Basile, Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, Charles Perrault,
Hans Christian Andersen e Carlo Collodi. Allo stesso tempo però esce dalla
classicità per portare alla ribalta questi antichi e sempiterni valori nella
nostra attualità. È un libro che ti coinvolge dall’inizio alla fine. Inizia
stimolando l’attenzione del lettore in modo delicato, quasi come una luce
soffusa che invita al rilassamento. Poi prosegue e l’atmosfera muta tingendosi
di un crescente senso di umanità e solidarietà. Quando questa situazione
raggiunge il suo zenit, ecco che arriva la componente di avventura che è
anch’essa posta ad una linea immaginaria di frontiera fra l’azione e il
sentimento, attingendo da entrambi i lati. In ultimo la conclusione riassume in
sé tutto quanto espresso in precedenza. È una piccola miniatura della nostra
società in cui è centrale il connubio fra la saggezza degli ultimi e l’estrema
umanità, inizialmente nascosta da un velo di temperamento burbero e diffidente,
delle protagoniste che, per quanto possano apparire in principio come auto
isolatesi dal mondo, alla fine vi si immergono e lo affrontano. In questo
quadretto vi è anche una figura mediana: il cane. Esso è colui che accompagna e
fa unire i mondi, che li tiene collegati senza però che degenerino nella
mescolanza. In definitiva invito a leggere questa opera per riscoprire emozioni
che di solito si tende a relegare nei recessi del proprio animo, e per capire
nuovamente che non è detto che quello che appare non sempre coincide alla sua
vera essenza. In ultimo aiuta a sollevare il velo che copre la nostra società e
ricordarci che non importa chi siamo e da dove veniamo, alla fine siamo tutti
esseri umani e che, per questa ragione, dobbiamo essere solidali fra noi. Prof.re
Dario Sturloni
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| Cover del critico d'arte e artista Prof.re Marco Cagnolati |
https://www.amazon.it/Johann-Wald-Elena-Piccinini/dp/B0D3LJ9VF2
Biografia autrice: Elena
Piccinini è nata a Parma. E’ accademica presso l’Accademia Internazionale
Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche. Nel 2019 è stata insignita della Laurea
Honoris Causa of Literature (the Constantinian University). Ha al suo attivo
diverse pubblicazioni: Silenzi d’ombra, silloge poetica, Ediz. Giovane Holden (2010), Robert e le avventure del mondo del sé. Ediz. Giovane Holden (2011). Storie di cani e di uomini. Ediz. L’Argolibro (2016) I ricordi? Serpenti incantatori di cuori. Ediz. L’Argolibro (2016) Robert e le avventure del mondo del sé n.2 Ediz. L’Argolibro (2017) A pranzo con la follia, commedia teatrale. Ediz. Lulu (2018) Cum cannabis remamus, silloge epigrammi. Ediz. L’Argolibro
(2021) La tana dell’inferno, Clessidra Editrice (2022). Silloge
poetica Il silenzio del furetto Ediz. EtaBeta 2024. Johann Wald (Amazon 2024) Ferro Ignique I Capolavori InVersi Volume XXIII Elena
Piccinini/ Paul Verlaine -
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