"Il magico studio fotografico di Hirasaka" di Sanaka Hiiragi. Recensione di Elena Piccinini
Titolo: Lo studio fotografico del signor Hirasaka
Autore: Sanaka Hiiragi
Genere: Narrativa
Traduzione: Di Gala Maria Follaco
Anno: 2023
Casa Editrice: Feltrinelli
Recensione
La scrittrice Sanaka Hiiragi accompagna i
lettori in un luogo magico: è lo studio fotografico di Hirasaka, un uomo che
accoglie i defunti, ai quali, prima che si dissolvano definitivamente per il
lungo viaggio verso l'Eternità, offre la possibilità di rivivere un frame della
loro esistenza.
La "fotografia", letteralmente scrivere con la luce, racchiude in sé un processo memoriale della nostra esistenza, contemplando un legame indissolubile con la realtà. I ricordi sono tasselli senza i quali non avremmo alcuna registrazione del nostro vissuto: assemblati costituiscono la mappa spirituale esistenziale. Lo studio fotografico di Hirasaka rappresenta il varco spazio-temporale che accoglie i morti: un compito non facile per il fotografo, considerato che, coloro che sopraggiungono nella stanza magica, sono in preda all’angoscia, poiché si ritrovano in un luogo sconosciuto, senza avere ancora realizzato la loro vera condizione di trapassati. Hirasaka accompagna tre personaggi, ognuno con caratteristiche ben delineate. I viaggiatori possono ripercorrere, a scelta, un ricordo, il più caro e, muniti di una macchina fotografica, accompagnati dal fotografo, rivivere lo specifico momento per raccontarsi prima di dissolversi nell’infinito. Componente essenziale del viaggio sovrannaturale è la luce che stabilisce il confine tra la vita terrena e l’Aldilà. Una luce che diviene anche un messaggio per l'intera umanità: “Una volta arrivati qui, poco conta che uno sia stato un grand’uomo o un miliardario: con noi possiamo portare solo i ricordi.”" (da Il magico studio fotografico di Hirasaka" pag. 21 Universale Economica Feltrinelli.)
Elena Piccinini


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