Cum cannabis remamus- Silloge di epigrammi di Elena Piccinini. Introduzione di Francesco Sicilia
Copertina dell'artista Marco Cagnolati
Introduzione di Francesco Sicilia
Un’ occasione di riflessione
Tra ironia e “durezza”, tra grande lucidità ed elevata capacità di sintesi, si snodano davanti agli occhi del lettore gli epigrammi di Elena Piccinini. Una forma d’arte scritta sostanzialmente in disuso, ai nostri giorni, ma non per questo meno efficace nel saper descrivere la società che ci circonda. Anzi, in anni in cui l’abnorme sviluppo dei mezzi di comunicazione digitale continua a provocare una crescita esponenziale di parole scritte e pronunciate, l’arte capace di sintetizzare acquista un valore ancora maggiore. Nel mare sconfinato delle parole scritte e pronunciate, facciamo sempre più fatica a focalizzare l’attenzione su ciò che è davvero importante. L’arte ci viene incontro, se siamo disposti a rallentare almeno per un po’ di assecondare una perenne connessione che di fatto livella tutto. Negli epigrammi che seguono, l’autrice coglie davvero l’essenza dei comportamenti di persone che probabilmente incontriamo tutti, nella nostra quotidianità. O magari simo noi stessi a coltivare certe “miserie” di cui non ci rendiamo nemmeno conto. Dal “politico di turno” alla puerilità dei social, alla velleità di artisti ben poco capaci a ipocrisie di cui tutti sanno, ma per convenienza fanno finta di non sapere, la commedia umana di shakespeariana memoria, viene passata al setaccio senza far sconti a nessuno, come si suol dire. Un vasto campionario umano trattato con il piglio del distacco e dell’irriverenza, capace di smascherare le contraddizioni, le debolezze, le ipocrisie. Leggiamo “Cum cannabis remamus”con mente aperta e disponibile alla riflessione: ne usciremo certamente migliori. ( Francesco Sicilia)
Epigrammi tratti dal libro "Cum cannabis remamus"






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