"Ugly Girls" -L'account- Di Lisa Bjarbo. Johanna Lindback e Sara Ohlsson- Recensione di Elena Piccinini
Titolo:“Ugly girls” L’account-
Per la giovane Tilde, un normale giorno di scuola si trasforma in un incubo. Fotografata di nascosto, la sua immagine viene pubblicata su un account di Instagram chiamato @uglygirls / @leragazzebrutte. Lo scatto, divenuto virale, raggiunge tutti gli studenti della scuola. Tilde si sente messa alla gogna: umiliata e derisa, corre a casa, decisa a isolarsi dal resto del mondo. Nessuno sembra comprendere il suo stato d’animo, finché altre ragazze non cadono vittime dell’account. A essere colpite non sono solo le giovani considerate bruttine, come Tilde ed Eleni, ma anche le ragazze più belle, come Jasmine che si ritrova sui social con l’appellativo offensivo di faccia di maiale. Dopo un primo impatto, in cui la vergogna, la rabbia e la profonda umiliazione prendono il sopravvento, Tilde, Eleni e Jasmine comprendono che l’unico modo per identificare la persona che si nasconde dietro l’account, è riunire le forze e mettere in atto una vera e propria strategia di squadra. La situazione si aggrava quando nella rete cade Amanda, una compagna di classe, derisa e umiliata per le cicatrici riportate in seguito a un incendio che le ha deturpato il volto. La reazione è unanime e tutte le ragazze della scuola si sentono offese. Sanno che il “bullo” non si fermerà. Unite decidono di smascherare il vigliacco che sta rendendo infernale l’esistenza alle studentesse. Solidarietà, amicizia, fratellanza, tutte parole che, sino a poco tempo prima, sembravano appartenere a un altro mondo, d’un tratto acquistano grande importanza, rivelando il loro autentico valore. Lungo i corridoi della scuola, non si incontrano più ragazze insicure e diffidenti, ma giovani donne orgogliose e intrepide. Le ragazze creano una rete di comunicazione che non si limita ad essere virtuale, grazie ai cellulari che permettono loro di essere perennemente connesse, ma anche reale; e il terreno fertile diventa proprio l’ambiente scolastico. Il detto “L’unione fa la forza” esprime una verità sacrosanta e le giovani ne scoprono gli effetti straordinari. La rivolta femminile è silenziosa, ma tenace: indagare, osservare, informare, coinvolgere le compagne verso un obiettivo comune. Venute in possesso dell’account, lo modificano con la scritta @therenouglygirls – “Non esistono ragazze brutte”. Emerge una consapevolezza che le rende felici e orgogliose: non vi sono super poteri. Vi sono persone che, unendo le proprie forze, possono sconfiggere il male e le ingiustizie. Un testo che non è solo narrativo, ma esperienziale: un percorso che insegna, coinvolge e dove la tensione intellettuale si bilancia con la dimensione affettiva.
Elena Piccinini
L' aforisma "ll tempo esiste come volontà illusiva del nostro esserci. " di Elena Piccinini (Copyright) si dispiega sul piano più profondo della volontà, intesa come impulso ontologico. Quindi il tempo è un effetto della volontà che ci spinge a esistere come esseri nel divenire. A generarlo è la tensione stessa dell’esserci, quell’atto illusivo che ci proietta nel fluire, nel prima e nel dopo, pur essendo ontologicamente radicati in un eterno presente. La volontà illusiva è dunque il motore che ci fa percepire il tempo perché lo vogliamo, lo abitiamo come finitudine e come desiderio di durata. Elena Piccinini



Commenti